Accesso riservato ai professionisti
della salute. Registrati o accedi.
Password dimenticata?
| |
|
| Home » News | |
| Contraccettivi orali: l'efficacia è reale? | |
| venerdì 23 marzo 2007 | |
| Nonostante l'alto indice di efficacia teorico, la pillola contraccettiva fallisce nel 5% dei casi; il motivo? Errori di assunzione da parte delle utilizzatrici; la soluzione? Semplificare la posologia. | |
| Negli Stati Uniti il 20% delle gravidanze indesiderate è attribuito alla scorretta assunzione di contraccettivi ormonali orali. Una donna su due, tra quelle coinvolte in una indagine pubblicata sul Journal of Midwifery & Womens Health, ha dichiarato di avere dimenticato di prendere la pillola più di una volta in tre mesi. Le cause principali della dimenticanza: la difficoltà di rispettare un'assunzione giornaliera, l'essere fuori casa, lo stress lavorativo; cause alle quali si aggiungono i casi di mancato assorbimento per alterazioni gastro intestinali, come vomito e diarrea. Studi recenti condotti negli Stati Uniti, all'Università del Michigan, ed in Italia dalla prof. Alessandra Graziottin, responsabile del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell'Ospedale San Raffaele Resnati di Milano, hanno evidenziato che sebbene i contraccettivi orali rappresentino un metodo altamente efficace per il controllo delle nascite, la non perfetta adesione al regime posologico giornaliero aumenta in modo evidente il rischio di gravidanza. Insomma, affinché l'efficacia farmacologica dimostrata negli studi clinici da parte dei metodi ormonali di controllo delle nascite si traduca in concreta efficienza contraccettiva è fondamentale che il metodo scelto ed il suo regime posologico aderiscano alle abitudini di vita ed alle esigenze della donna. Quale soluzione potrebbe allora saltare l'ostacolo rappresentato dalla difficoltà di rispettare lo schema posologico dei contraccettivi ormonali? Secondo quanto affermato dalla prof. Graziottin autrice di una recente pubblicazione sulla rivista rivista medico scientifica Treatments in Endocrinology, per migliorare la regolarità di assunzione dei contraccettivi ormonali bisogna ridurre la dipendenza dalle utilizzatrici e semplificare lo schema posologico. La somministrazione settimanale o mensile, richiesta per esempio dal cerotto transdermico e dall'anello vaginale rispettivamente, può essere la soluzione. In particolare, nel caso di donne giovani l'aderenza allo schema di trattamento viene migliorata dall'utilizzo del sistema contraccettivo transdermico, il quale oltretutto grazie alla riduzione dei costi relativi alle gravidanze indesiderate, si presenta con un rapporto costo/efficacia decisamente migliore rispetto ad altri anticoncezionali. Studi clinici controllati e randomizzati hanno dimostrato che l'adesione delle donne al regime posologico previsto dal cerotto contraccettivo è del 10% più elevata rispetto a quella risultante nelle utilizzatrici della pillola. Gli anticoncezionali ormonali rimangono sempre il sistema più affidabile per chi voglia prevenire una gravidanza. L'indice di Pearl è lo standard internazionalmente utilizzato per misurare il grado di efficacia del metodo contraccettivo, tanto maggiore quanto minore è il valore dell'indice stesso; i suoi valori riferiti ai metodi contraccettivi ormonali orali, transdermico e vaginale sono grossomodo sovrapponibili e attestano un'efficacia “teorica” del metodo che è la più elevata tra tutti i sistemi anticoncezionali (ormonali, di barriera, naturali). Ma attenzione, perchè l'indice di efficacia del metodo, misurato dal parametro di Pearl, non misura l'efficacia d'uso reale, ovvero la capacità del metodo di controllo delle nascite di prevenire una gravidanza nell'uso reale e non teorico; il dato reale può invece essere misurato dal cosiddetto pregnancy rate, l'incidenza delle gravidanze correlate a fallimenti del metodo. A differenza dell'Indice di Pearl, il pregnancy rate deve tenere conto degli errori che le utilizzatrici possono commettere durante l'utilizzazione del metodo: dimenticanze e ritardi nell'assunzione, problemi gastro intestinali in grado di annullare l'effetto dei principi attivi assunti per bocca, intolleranza grave al lattosio etc. |
|
Fonte: Ufficio Stampa Multimedia Healthcare Communication. Walsemann KM, Perez AD. Anxiety's relationship to inconsistent use of oral contraceptives. Health Education & Behavior 2006; 33(2):197-214. Graziottin A. A review of transdermal hormonal contraception: focus on the ethynylestradiol/norelgestromin contraceptive patch. Treatments in Endocrinology 2006; 5(6): 359-65. Smith JD, Oakley D. Why do women miss oral contraceptive pills? An analysis of wome's self-described reasons for missed pills. J Midwifery & Womens Health 2005; 50(5): 330-85. |
|